Sergio Daricello SS14: un omaggio alla Roma di Fellini e ad una femminilità sobria ed elegante.

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portrait daricelloLa forte e innata passione per la moda e un desiderio irrefrenabile di esprimere la propria creatività hanno spinto Sergio Daricello molto lontano: dopo varie esperienze lavorative con grandi nomi della moda, questo giovane designer siciliano ha fondato il suo omonimo brand, dal quale emerge una forte attenzione per i dettagli, per l’importanza della sartorialità italiana e per la ricerca di materiali preziosi, definendosi, in questo modo, un marchio Pret-à-couture. daricello 7

Sergio Daricello sostiene il Made in Italy e la tradizione italiana, con uno sguardo, però, al futuro: le sue collezioni nascono da profonda sperimentazione e tessuti di alta gamma incontrano tessuti tecnici, per un risultato di grande qualità e ricercatezza estetica. Uno stile unico che sostiene l’artigianalità e una femminilità forte, ma delicata allo stesso tempo. La sua ultima collezione SS14 è ispirata a “Roma” di Federico Fellini e ai volumi e alle forme degli abiti talari, con i quali il designer ha giocato per creare abiti sobri, eleganti, ma sensuali. Abbiamo chiesto a Sergio Daricello di parlarci di sé e delle sue creazioni.

Leggete che cosa ha raccontato a DModa.

Dagli studi scientifici e giuridici a quelli di pittura e restauro pittorico, fino ad approdare all’Istituto Marangoni . Come è nata questa forte passione per la moda?

La passione per la moda è sempre stata presente, mi appassionavo con le sfilate che vedevo in televisione e sui giornali e sognavo di poter creare abiti un giorno, ma la vita e la famiglia mi hanno indirizzato verso certe scelte, come gli studi scientifici che non rinnego, ma che mi hanno, invece, aperto il mondo verso la cultura. Il liceo scientifico credo sia una scuola completa. Poi dopo la maturità avevo comunque deciso che i numeri non sarebbero più stati i miei compagni di vita: scelsi giurisprudenza per il fatto che tutti dicevano “Ti aprirà tante porte”, ma era chiaro che quella non fosse la mia strada e, dopo due anni in cui riempivo di disegni i libri di diritto, finalmente ho avuto l’appoggio familiare per crearmi quel background artistico che desideravo avere. Da lì il passo verso Milano è stato consequenziale: non volevo rinunciare al mio sogno ed ero disposto a fare tutti i sacrifici possibili per potermi formare alla Marangoni.

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Hai collaborato con grandi realtà del mondo della moda, tra cui Etro, Dolce&Gabbana, Versace, Giuliano Fujiwara. Che cosa ti hanno trasmesso queste diverse esperienze lavorative?

Un modo di lavorare, un modo di vedere le cose con più occhi. Imparare l’approccio alla moda con i “grandi” credo sia un’esperienza altamente formativa ed importante e sono stato grato per aver avuto queste occasioni.

Perché hai deciso di creare il tuo brand?

Dopo tanti anni di lavoro per un qualcosa che non è propriamente tuo, senti, credo, la necessità di far nascere il tuo marchio, di dare la tua impronta, sperando che il tuo stile possa essere apprezzato, e il bisogno di indipendenza.

Quali sono i punti di forza e gli elementi distintivi di Sergio Daricello?

Credo un ritorno ad un certo tipo di eleganza e di sartorialità, l’uso di tessuti ricercati e comunque preziosi e spero di donare alla donna che vesto una femminilità che, ogni tanto, vedo persa nella moda odierna.

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Descrivici lo stile di Sergio Daricello.

Descrivere il proprio stile credo sia una cosa difficilissima, strano vero? Sicuramente è femminile, ricercato e costruito, se vogliamo.

Parli di “Made in Italy”, vestibilità, innovazione e sperimentazione. Perché questi concetti sono fondamentali per te?

Perché non voglio rinunciare comunque al fatto di essere italiano e vorrei che si capisse che anche noi italiani abbiamo dimenticato che cosa significa moda. Adesso c’è un’esterofilia in Italia dilagante e spero, nel mio piccolo, di poter ricordare che noi italiani siamo grandi creativi e che neanche la crisi ci piega. Purtroppo lo stato sembra essere cieco verso una realtà che dovrebbe essere sfruttata e promozionata.

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Raccontaci qualcosa sulla tua nuova collezione P/E 2014.

La mia collezione estiva prende riferimento da un film di Fellini o, meglio, da un episodio del film in cui Roma viene beffeggiata. La curiosa mania del Vaticano che porta gli alti prelati alla ricerca di abiti sempre molto ricchi: quello è stato il punto di partenza e l’abito talare con i suoi volumi è stato l’incipit di tutto. Ho, però, giocato con tessuti ricchi e con trasparenze per non perdere quella femminilità che con la mia collezione vorrei donare.

Com’è l’immagine femminile  di questa collezione?

Credo una donna che, nonostante abbia un carattere forte e definito, non abbia il timore di essere donna con accenni ad una sensualità mai volgare.


Redazione DModa