PARIS CHRONICLES – DAY 1, 2

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- di Andrea Pesaola -

È iniziata la Fashion Week di Parigi, ovvero il momento più atteso nel mondo della moda, che a Settembre torna sui banchi di scuola per quello che è ormai riconosciuto come il gennaio del fashion world. Dopo New York e Milano, ora è la volta della capitale francese, che vanta passerelle affollate dai designer più creativi cin circolazione e, ovviamente, dai big che di stagione in stagione confermano la loro supremazia.
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Apre le danze Anthony Vaccarello, reduce dal catwalk newyorkese di Versus Versace, che esplora il mondo navy: àncore, righe e blazer sono i punti di partenza di una collezione che sporca il più classico dei look con forti asimmetrie e assapora un mood marcatamente rock. Minigonne, felpe logate, giacche da biker cinghie e borchie ridefiniscono il navale, attualizzandolo e focalizzandosi su una palette molto rigida: nero, bianco, blu e denim.
Stesso concetto di rivisitazione per Yang Li, designer cinese cresciuto in Australia, che riscopre il tailoring per lei, inserendo su giacche e mini abiti applicazioni in morbido chiffon, ribadendo volumi, forme e strutture senza snaturare il design del capo.

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Torna al basico Damir Doma: una collezione pulita ed essenziale, che gioca con i materiali, come  il denim o il camoscio, e le lavorazioni, come il jacquard di mini abiti, pantaloni e giacche. Un oblò in metallo applicato a top, canotte e gilet chiusi è il fil rouge della passerella e movimenta capi basici dalla palette cromatica poco urlata: nero, bianco, grigio, marrone e arancio. I punti di luce delle applicazioni in maxi paillettes e la rete applicata sui fianchi incuriosiscono lo sguardo.

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Preziosa e bon ton, invece, la donna Rochas. Come un tocco di cipria, gli abiti sospesi emergono dalle costruzioni solide di capispalla e boleri, le trasparenze alleggeriscono la morsa di fasce e cinture logate strette al seno, quasi a voler mettere una zavorra. Le lunghezze sono simmetriche, corrono veloci su una silhouette ben definita e la palette è lucente, spegnendosi solo sulle uscite in nero di ampie gonne e long dress.

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Linee scolpite e folklore seicentesco sono gli ingredienti di Gareth Pugh, che non sfila a Parigi, ma presenta a New York le sue proposte per la prossima primavera. Una collezione imbevuta di richiami al paganesimo, e svelata proprio nel giorno dell’equinozio d’autunno. Stracci in chiffon formano la geometria dell’abito perfetto, declinato nelle varianti antitetiche del nero e del bianco. La preziosità dello chiffon di seta arricchisce gonne e pantaloni e misura il grado di conoscenza della materia di cui Pugh dispone, a dispetto di un design che facilmente potrebbe prendere il sopravvento sulla fattura dei capi. Imbracature in pelle incattiviscono i lunghi abiti scuri e il lino degli abiti a fazzoletto e dei pantaloni stride con le geometrie perfette di completi e abiti in bianco virginale.

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Dries Van Noten compone un inno alla natura: una passerella ricoperta di erba e fogliame ospita una collezione fatta di capi ornamentali ed estremamente preziosi, che abitano forme e lunghezze indossabili e facili. Maxi righe in seta compongono i lunghi cappotti, gli shorts e i pantaloni la fanno da padrone, sapientemente abbinati a wedge sandals.
Maxi cinture in vita, imbracature sul petto, calzature come sculture: la donna Vionnet proviene da un futuro prossimo e si concentra su abiti dal design scultoreo e morbido, indossando le sfumature del bianco lunare e del rame. Lunghi abiti e morbidi pantaloni over addolciscono una passerella decisa, fatta di volumi solidi e lunghezze estreme, sia nel lungo che nel corto.

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A chiusura dei primi due giorni di catwalks parigini, Balenciaga. Come da copione, Alexader Wang esplora i temi che da sempre contraddistinguono il suo operato e, uscita dopo uscita, si delineano silhouette fasciate in capi rigidi solo all’apparenza, in un gioco di trasparenze geometriche e reti elastiche estremamente femminili. L’assenza di tacchi riporta la figura a terra, ribadendo la complessità concettuale della collezione, che divide nettamente in due la figura: dagli incroci del busto via via si divincola negli shorts e nella morbidezza dei pantaloni. I lunghi cappotti completano il quadro, dando una visione d’insieme completa e dall’eleganza mai banale.


Redazione