Milano Moda Uomo | La formalità retrò incontra i volumi dello sportswear

Ermenegildo-Zegbn

Ad eccezione delle celebrazioni per i vent’anni di Dsquared ², con tanto di sfilata annessa tra pellicce e denim, le passerelle milanesi prendono ufficialmente il via sabato 17 gennaio. In mattinata Ermenegildo Zegna,  sotto la direzione creativa di Stefano Pilati, ci dà un’idea chiara dell’uomo per il prossimo inverno.
Non è il solo, infatti, a tracciare un identikit chiaro e definito dello stile maschile che ci attende: una silhouette che abbandona lo skinny per affidarsi a volumi e forme morbide, come già anticipato dalle passerelle di Londra.

Missoni

Pilati spacca in due la sfilata: velluti e outdoor la prima parte, uniforme urbanamonocromo la seconda. Fil rouge della collezione è una mascolinità forte, sofisticata e al contempo estremamente pratica. Gli accessori sono essenziali: zaini e marsupi in pelle fanno pendant con i berretti e i guanti. Dello stesso avviso Missoni: caldi cappotti al ginocchio e ampie sciarpe al collo sono i must have di stagione che accompagnano completi giacca-pantalone zig zag e caldi maglioni con le zip. Angela Missoni definisce una silhouette rilassata, in cui gli ampi cardigan si sovrappongono a bluse dallo scollo vertiginoso.

Jil-Sander

Rigoroso: è questo l’aggettivo che ci viene in mente per l’uomo proposto da Rodolfo Paglialunga per Jil Sander. Tutti i codici estetici cari alla maison sono proposti: volumi cocoon, silhouette allungate, corposità delle texture. Le giacche fondono formalità e sportswear, le calzature sono massicce e piantano a terra la leggerezza dei capi. Sulla scia del rigore si muove l’uomo nuovo di Donatella Versace:  un cambiamento epocale. La maison italiana spoglia degli orpelli e delle frivolezze la figura, le giacche monopetto corte alla vita aprono la passerella e si adagiano su pantaloni morbidi. Una novità dietro l’altra a partire dalla palette cromatica: dal nero al beige, dal grigio al marrone. La silhouette racconta un’altra storia, ma la pelle e la pelliccia degli ampi capospalla grida Versace.

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Over e slim si fondono sulla passerella Calvin Klein: Italo Zucchelli, nella sua celebrazione del grigio, propone un uomo dall’eleganza estrema che, a partire dal vinile nero, sviluppa un guardaroba che vira sempre di più verso una formalità retrò, in un mix cadenzato di sportswear e alta sartoria.

PRADA1

Elogio del minimal, infine, da Prada. Il nero come manifesto, pochissimi sprazzi di colore, rigore e linee essenziali. Miuccia Prada, più che un guardaroba maschile (e femminile), propone una divisa, uno status, un modo d’essere. La silhouette veste lunghi spolverini o giacche corte ai fianchi, con volumi regolari. Le bluse con lo scollo a V hanno ampie maniche al gomito e le camicie spuntano dai capospalla silenziose. Torna il nylon, tanto caro alla maison da sempre. In passerella si alternano anche i look femminili: una collezione cross-gender, che rende labile il confine tra maschile e femminile e che vedrà il suo coronamento con la presentazione del womenswear il prossimo febbraio.

Andrea Pesaola


Redazione DModa