I GIOVANI TALENTI ALLA FASHION WEEK MILANESE

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Milano Moda Donna non è solo sfilate. Tante, infatti, sono state anche le presentazioni che si sono susseguite nell’ultima edizione della fashion week andata in scena nella città meneghina dal 25 febbraio al 2 marzo. E oltre ai soliti big, sono sempre di più i designer emergenti pronti a presentare le proprie creazioni sul palcoscenico privilegiato della capitale della moda.

Tra questi Nicolò Beretta, giovane creativo del brand Giannico. Lo stilista ha presento a stampa, buyer e addetti ai lavori la sua nuova collezione di scarpe intitolata Innocent Youth. Il suo autunno inverno 2015-16 si lascia ispirare dal mondo del cinema. Il film Lolita e i registi Sofia Coppola e Wes Anderson sono il punto di partenza per una shoes collection dal sapore fiabesco. Le suole emanano un profumo zuccherato che, tra ironia e sogno, aleggia nell’aria di creatività del talentuoso diciannovenne.

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E al loro debutto a Milano, anche Francesco Ferrari e Tomaso Anfossi, ideatori del brand CO|TE, hanno presentato la propria fall winter. Una particolare installazione ha contrapposto la staticità dei manichini alla dinamicità delle immagini nel video sullo sfondo. Per la prossima stagione fredda del duo stilistico, texture laminate oro o jacquard glitter blu riproducono l’idea della preziosità dei minerali. E i tessuti dialogano costantemente con le stampe. Così grafiche flower fossil, rivisitate nei colori accesi tipici del marchio, vengono riprodotte con applicazioni di paillettes in 3D.

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Coliac by Martina Grasselli sperimenta nuovi materiali per il prossimo inverno e presenta i nuovi modelli vegan-oriented. Si tratta di una linea in grado di coniugare etica ed estetica. Le forme iconiche della derby shoe sono realizzate interamente in ecopelle. E il modello derby, declinato al femminile, si impreziosisce di piercing e baguette di strass. La linea vegana si distingue dalle altre calzature di Coliac Shoes per il logo stampato a caldo in argento.

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Gioco di genere per la nuova collezione di Andrea Incontri, presentata in una suggestiva installazione al Consolato Svizzero. Il femminile incontra il maschile e, tra stampe all over e killer shoes, i capi, esposti su speciali manichini La Rosa, sembrano rubati al guardaroba di lui. La donna pensata dallo stilista è sicura di sé e indossa abiti lineari dalle forme comode e dai colori mai troppo accesi.

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Le nuance accese tipiche di un’esplosività tutta brasiliana e i pellami pregiati del più classico made in Italy sono le prerogative essenziali delle borse di Paula Cademartori. E ora anche delle sue scarpe. La stilista italo-brasiliana, infatti, in occasione della Milano Fashion Week ha firmato il suo debutto nell’universo della calzatura. La designer, amata da tutte le fashion victims per le sue it bags, ha presentato nel neonato headquarter milanese in via Borgogna la sua prima collezione di scarpe, segnando la strada verso una crescita del marchio.

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Un’atmosfera intima avvolge e pervade la presentazione di Angelos Bratis. Dodici personaggi si incontrano in un appartamento milanese in cui achitettura, design e arte abbracciano il mondo della moda, facendo da cornice a una collezione autunno inverno pulita e raffinata. Il giovane stilista stavolta ha collaborato con l’artista Justin Capp e ha portato in scena tessuti ampi in un mosaico capace di raccontare la profondità delle relazioni. Crepe di lana, seta crepe de chine e jersey di viscosa, declinati in una palette minimal, ridisegnano una silhouette priva di orpelli. E la stessa struttura minimale caratterizza anche gli accessori, artigianali in pelle.

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Alla sua terza collaborazione con l’architetto milanese Luca Cipelletti, invece, Arthur Arbesser, disegna un tableau vivant che racconta un contemporaneo ballo delle debuttanti. In una sorta di omaggio alle proprie origini e alla terra natia, lo stilista austriaco presenta i suoi capi per l’inverno 2015-16 tra le grandi tele del pittore azionista viennese Hermann Nitstch. La nuova collezione del talentuoso designer viaggia sulle note di Schubert e si palesa sui ventiquattro manichini posti a circondare giovani donne bionde al centro della sala in un racconto intento a suscitare emozioni.

Mara Franzese


Redazione DModa