NEW TALENTS | INTERVISTA A UEL CAMILO

uel camilo

Un amore, quello per la moda, nato da bambino. Un sogno nel cassetto che inizia a realizzarsi a soli 18 anni – grazie alla collaborazione con un atelier di haute couture brasiliano – e che si trasforma in un progetto concreto, prendendo definitivamente forma nel 2007 con il trasferimento a Milano. Uel Camilo è un giovane talento internazionale che ha scelto il Bel Paese come patria della sua maison. Noi lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di più.

Com’è nata la tua passione per la moda? Parlaci del percorso formativo che ti ha portato fin qui.

La mia passione per la moda è sbocciata sin da bambino e cresciuta con me, grazie anche all’apporto della mia famiglia, con due nonne sarte e una madre artista. Mia nonna lavorava a casa e faceva abiti su misura per alcune clienti private e spesso mi cimentavo anche io. Dopo aver frequentato la Scuola delle Belle Arti di San Paolo, a 17 anni, ho iniziato a lavorare in un atelier di moda. Ho avuto diverse e importanti esperienze professionali e nel 2007 è avvenuto un cambiamento importante: mi sono trasferito in Italia, a Milano, dove nel 2012 ho dato vita alla mia omonima casa di moda; grazie all’aiuto dell’Avv. Federico Sutti che ha creduto in me e nel mio progetto, con la Primavera Estate 2015 ha debuttato la mia prima collezione di prêt à porter, una sorta di semi couture accolta con successo dal pubblico.

Sensualità brasiliana ed eleganza italiana si incontrano in capi in cui qualità artigianale, attenzione al dettaglio e materiali preziosi restano tratti distintivi e imprescindibili. È il Made in Italy la chiave del tuo stile…

La moda italiana è l’unica che, a mio avviso, riesca ad affascinare veramente: la qualità dei materiali e la manodopera altamente qualificata esiste a questo livello solamente in Italia. Il Made in Italy è sinonimo di qualcosa di unico ed esclusivo che non si può trovare da nessun’altra parte.

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Regalare alle donne abiti con cui sognare, questa la mission di Uel Camilo. Ma come nascono le ispirazioni? Hai qualche artista di riferimento o un’icona di stile su cui immagini i tuoi capi nel momento in cui li realizzi?

Le mie ispirazioni sono sempre e soltanto le donne, e il desiderio di renderle ancora più belle con i miei abiti: a questo desiderio si unisce un lungo lavoro di ricerca e di studio, che completa e perfeziona l’idea iniziale. Non ho nessuna icona in particolare ma sensazioni che cambiano di stagione in stagione: tutto quello che mi circonda, anche un profumo che mi stimola, fa in modo che si delinei nella mia mente un abito, un taglio, un pensiero. A questo aggiungo l’arte di Valentino, che considero un vero e proprio maestro di stile.

Una svolta decisiva è avvenuta con la collezione primavera estate 2015, la prima di prêt à porter. Oggi ti senti più couturier o stilista?

Direi entrambi perché il fine ultimo è sempre il medesimo, la creazione di qualcosa di bello capace di impreziosire ancora di più la femminilità e di esaltare il fascino e la personalità di qualsiasi donna, in ogni situazione.

Parlaci della tua ultima collezione…

La primavera estate 2016 è all’insegna dell’arte: motivi a forma di foglia dal gusto Decò, grafismi lineari che giocano con il colore, accostamenti cromatici e solide strutture geometriche nei tagli si uniscono a cenni che rimandano al mio background artistico e alle opere di Damian Hirst, Rabarama, Ertè. Lunghe gonne, ma anche pantaloni e blouse, in chiffon colorato, intarsi di tulle su abitini strutturati in micro-crêpe, importanti capi in fantasia jacquard s’affiancano a capi modellati in jersey e leggeri tessuti a maglia con disegni a spina di pesce. E ancora abiti in pelle liscia e colorata dove ogni frammento, rigorosamente geometrico, è unito al tutto da una trama in tulle. La palette di colori è minimal e precisa: si declina e varia nei diversi tessuti e accosta i toni lilla, verde acqua a diverse sfumature d’arancio.

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Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sicuramente il consolidamento del mio marchio: le conferme avute con le mie collezioni mi spingono a lavorare ancora più alacremente per conquistare un’ulteriore fetta di mercato.

Mara Franzese


Redazione DModa