NEW TALENTS | INTERVISTA ALLA STILISTA RUSSA SVETA

sveta

Bella, elegante e talentuosa, Sveta è una giovane designer russa di prêt à porter che ha mosso i primi passi nel mondo del fashion lavorando come modella. Ha sfilato per stilisti del calibro di Armani, Gianfranco Ferré e Alexander McQueen e ha posato per noti fotografi come Terry Richardson, Ellen von Unwerth e Greg Lotus, ma non ha mai dimenticato la sua vera essenza e il sogno di diventare stilista. Così, approfittando di un lavoro a Milano, ha deciso di perfezionare la sua formazione, iscrivendosi all’Istituto Marangoni. A luglio 2014 ha realizzato la sua prima collezione e da lì non si è più fermata. Continue Reading

NEW TALENTS | INTERVISTA A UEL CAMILO

uel camilo

Un amore, quello per la moda, nato da bambino. Un sogno nel cassetto che inizia a realizzarsi a soli 18 anni – grazie alla collaborazione con un atelier di haute couture brasiliano – e che si trasforma in un progetto concreto, prendendo definitivamente forma nel 2007 con il trasferimento a Milano. Uel Camilo è un giovane talento internazionale che ha scelto il Bel Paese come patria della sua maison. Noi lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di più. Continue Reading

LEITMOTIV: L’INTERVISTA AI DUE GIOVANI DESIGNER

Stampe evocative, pattern all-over, giardini fatati e boschi incantati. Colore, tanto. E la magia prende vita. Sì, perché gli abiti realizzati da Juan Caro e Fabio Sasso, fondatori del brand Leitmotiv, sono tele su cui scorgiamo dipinte quelle storie che ci venivano raccontate da bambini e che tanto amavamo. Così come amiamo le collezioni del duo creativo bolognese. E oggi, entriamo nell’idilliaco mondo del duo creativo per scoprirne di più.

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NUOVI TALENTI: INTERVISTA A IVANO TELLA E FILIPPO BAELI, FONDATORI DI SCI’M

Ivano tella Filippo Baeli

Due percorsi formativi diversi, due esperienze parallele che si intrecciano in una combinazione originale, e mai scontata, che è lo stile eclettico del brand emergente SCI’M. Ivano Tella e Filippo Baeli sono due talentuosi e promettenti stilisti, all’attivo con il loro marchio dal 2012. Textile designer il primo, fashion designer l’altro, i due creativi esplorano l’universo pop con le loro stampe. Ma com’è nata l’idea? Lo abbiamo chiesto proprio al duo stilistico che abbiamo intervistato per entrare insieme nel loro mondo visionario.

Qual è il cammino professionale che vi ha portati fin qui? Raccontateci come è nato questo sodalizio.

Il nostro sodalizio è nato un po’ per caso. – racconta Ivano  - Un giorno, quasi per gioco, Filippo mi propose di utilizzare un suo disegno come stampa per un figurino. Era il 2012. Quel figurino si trasformò in un abito in gara per un concorso nazionale dedicato agli stilisti emergenti. Benché non del tutto estranei al mondo della moda, fu proprio quel contest a convincerci che, insieme, avremmo potuto creare qualcosa di stimolante per entrambi. Io avevo iniziato già nel 2010 a farmi conoscere nel panorama internazionale come textile designer grazie a numerosi concorsi e collaborazioni con aziende tra Londra, Berlino e San Francisco. Al contempo, Filippo disegnava abiti su commissione per le amiche, ignorando l’idea che la sua passione sarebbe potuta diventare qualcosa di più concreto e ambizioso. All’inizio, il foulard ci è sembrato il punto di partenza ideale per il lancio del nostro marchio: un accessorio evergreen in cui il “disegno” poteva farla da padrone. E, inoltre, un prodotto non troppo impegnativo in termini di produzione e investimento iniziali. Così abbiamo deciso di partire da lì. Ben presto, però, ci siamo voluti spingere oltre, esplorando anche il mondo dell’haute couture e quello dei costumi da bagno.

Perché SCI’M?

SCI’M nasce dalla volontà di racchiudere in un unico nome l’intera visione del brand e la sua filosofia. – spiega Filippo – Le iniziali del prefisso SC sono infatti l’acronimo del nostro “motto” SOCIAL COUTURE, mentre il suffisso I’M, dal verbo inglese To Be = essere, è sinonimo di “io sono” e di quella individualità che il brand vuole fare emergere rispetto all’omologazione fashionista imposta dalle grandi griffe. Ci definiamo SOCIAL perché i social media sono l’habitat in cui il marchio ha mosso i suoi primi passi e dove ancora intrattiene relazioni con partner, magazine, fornitori e followers. Il termine COUTURE invece, è stato scelto per veicolare la grande attenzione verso materiali di pregio e manifattura impeccabile: è tutto rigorosamente 100% made in Italy.

Le vostre creazioni sono appunto totalmente made in Italy. Parlateci del vostro processo produttivo.

Il nostro processo produttivo è molto semplice e spesso tutto ruota in base alla selezione dei tessuti che intendiamo stampare. Per la realizzazione di una collezione ci avvaliamo del sostegno di aziende, stampatori e confezionisti, ubicate nel Nord Italia, tra Brescia, Bergamo, Milano e Como. Il primo capo chiaramente nasce “in casa”, un prototipo confezionato da me sul quale si fanno tutte le valutazioni del caso: lunghezze, volumi, proporzioni. In seconda istanza si testa la stampa per capirne il suo appeal e la grandezza del pattern per poi passare a cartamodello, stampa del tessuto e confezionamento finale.

Colori vibranti, grafiche evocative, stampe dall’allure pop. Il vostro stile si nutre costantemente di suggestioni visionarie, frutto di una spiccata sensibilità estetica. Raccontateci il mondo SCI’M.

Comunicare attraverso le stampe rappresenta la vera essenza del nostro brand. Crediamo fortemente nel potere evocativo che un’immagine può trasmettere, viviamo nell’epoca di Instagram dove una foto postata può rivelare più di mille parole: perché non farlo giocando con la moda? Dietro ogni stampa c’è sempre una storia, un messaggio, spesso una provocazione. E lo stesso accade con l’uso del colore. Quello che a noi piace è dipingere con una prospettiva diversa, sovvertire un po’ le regole e costruire nuovi schemi secondo i quali una cosa non dove essere necessariamente rappresentata così come la si conosce ma può essere reinventata fino ad assumere un senso del tutto nuovo ed estraneo. In sintesi, l’estro di SCI’M sta nel coniugare grafiche non convenzionali con abiti dalle linee pulite, eleganti e femminili.

E, come raccontava Ivano, avete già vinto molti contest dedicati al textile design con le vostre grafiche…

Sì, tutto nasce dalla partecipazione a concorsi online dedicati al textile design. Ad oggi sono moltissime le realtà internazionali che hanno costruito il loro successo su piattaforme dedicate a giovani designer, provenienti da tutto il mondo, che mettono a disposizione il proprio background per costruire marchi il cui punto di forza sono le stampe. La prima partecipazione è stata una sorta di scommessa, mossa dal desiderio di vedere se e come la nostra sensibilità artistica potesse essere percepita in un contesto di così ampio respiro. Ricordiamo tutte quelle emozioni che si provano in una vera e propria gara, quando sbirci le opere di altri concorrenti per valutarne l’originalità con il timore che il tuo lavoro sia troppo “diverso” per poter essere premiato. Ricordiamo la sensazione di sentirsi piccoli al cospetto di altri designer con più esperienza, insieme alla curiosità di come uno stesso tema possa essere interpretato da un designer italiano piuttosto che da uno russo, indiano, cinese o serbo. E indovinate? Primo contest, prima vittoria! Da lì non ci siamo più fermati. Entusiasmati dalle vittorie che arrivavano puntuali, concorso dopo concorso, e da tutto ciò che ne conseguiva tra articoli, interviste, pubblicazioni su riviste di settore, vetrine su importanti siti di vendita online, siamo stati investiti dalla ”febbre da contest”. Su qualsiasi nuova piattaforma ci spostassimo per gareggiare, da Londra a Parigi, da Berlino a San Francisco, i successi continuavano – e continuano tuttora – ad arricchire il nostro portfolio. Dal semplice gareggiare a questi concorsi, le strade si sono poi aperte a vere e proprie collaborazioni ad hoc, in cui il cliente stesso sceglieva noi e il nostro stile per la propria collezione. Oggi siamo riusciti a diventare un punto di riferimento per molti textile designer conosciuti in questi contest, con i quali abbiamo un solido rapporto di amicizia a dimostrazione di come la competizione, a volte, se supportata dalla stima, possa costruire qualcosa di veramente bello.

Oggetti inusuali come le carte da gioco francesi sono protagosti nei vostri disegni. Dove trovate l’ispirazione per le collezioni?

Le ispirazioni arrivano dagli oggetti che ci circondano o da situazioni che viviamo quotidianamente. È probabile che nell’utilizzare un videogioco qualcosa vada storto. Benissimo, ecco che il digital glitch potrebbe diventare l’idea per una futura collezione di stampe. Allo stesso modo, una partita a carte può trasformarsi in un’occasione in cui ci si chiede: perché non utilizzare l’iconografia delle carte da poker per una collezione di textile? È così che arrivano gli input creativi, tenendo gli occhi ben aperti su ciò che ci circonda e cercando di rielaborare tali “segnali” in qualcosa che resti equilibrato, senza risultare eccessivo. Ed è proprio nel trovare questo equilibrio che ricorriamo alle nostre strategie di mix and match, e al nostro metodo matematico-analitico di dosaggio dei toni e dei pieni e vuoti.

Un’avventura la vostra che, partita con i foulard, ora sta per approdare al prêt à porter. Ma da quando avete fondato il brand, avete esplorato già diversi universi: da quello del beachwear a quello dell’Haute Couture con la Poker Collection che, tra l’altro, ha ispirato anche i vostri iconici papillon. A quale di questi mondi vi sentite di appartenere di più? E dove vi vedete in futuro?

Questa domanda ci piace moltissimo – dice Ivano – perché, come diremmo noi, mette un po’ il dito nella piaga. Senza alcun indugio potrei dire che Filippo è molto più vicino all’haute couture. È quasi impossibile smuoverlo da certi schemi. Allo stesso modo c’è da ammettere che io mi sento molto più vicino, invece, ad una visione della moda “young” e “street”. Ma probabilmente è proprio il connubio di queste due visioni a caratterizzare il nostro brand che, a nostro avviso, trova la sua massima espressione nella prossima collezione SS16. Una collezione di prêt à porter che non rinuncia a tessuti di indiscutibile pregio e in cui, ovviamente, non mancheranno le nostre stampe. Per il futuro ci risulta difficile fare previsioni, le cose stanno cambiando tanto e molto velocemente, ci auguriamo soltanto di preservare la nostra passione e tenacia.

A che tipo di target vi rivolgete? Avete un’icona di riferimento?

Il nostro target principale è la donna, anche se spesso ci piace non trascurare l’uomo producendo in questo caso accessori come papillon e sciarpe. La “nostra donna” non può essere racchiusa in un range di età o in uno schema sociale perché in realtà è la sua personalità a portarla verso SCI’M. Le persone cui ci rivolgiamo non hanno paura di osare e non sono vittime dei fashion diktat imposti dai superbrand. Il loro profilo è quello di una persona sensibile all’inusuale, al pezzo unico, al non visto e rivisto, una persona che ama sperimentare e che guarda alla qualità del prodotto prima ancora che al nome del brand stampato sull’etichetta. E’ un target che respira la moda e che, al contempo, vuole farla. Chiunque abbia queste caratteristiche può ritrovarsi nei nostri prodotti.

Dove si possono acquistare le vostre creazioni?

Per il momento la nostra distribuzione è limitata a pochi negozi del Nord Italia e ad un paio di piattaforme di vendita online. Naturalmente ci auguriamo il meglio per il nostro brand e, chi può dirlo, speriamo di espanderci presto.

Progetti futuri e sogni nel cassetto.

Abbiamo tanti sogni nel cassetto. In primis un’altra collezione di abiti ma anche lo sviluppo di nuovi accessori, magari borse. Di progetti in cantiere per il 2015 ne abbiamo un paio tra cui una collaborazione per una capsule collection, di cui non possiamo svelare molto, e un co-branding con un altro marchio emergente. Ma noi non ci fermiamo mai quindi… stay tuned!

Mara Franzese

NEW TALENTS| INTERVISTA A LARA DE BAENST

LARA DE BAENST

LARA DE BAENST«C’è un mito, alcuni dicono una scienza, che suggerisce che le persone con il volto più simmetrico siano considerate più “attraenti”». Ed è partita proprio da qui la belga Lara de Baenst per disegnare la sua collezione autunno inverno 2014-15. Diplomatasi di recente al Polimoda, la neostilista si è lasciata ispirare dalla visione sulla “perfezione” dell’artista Julian Wolkenstein con lo scopo di creare una superficie rigida e tridimensionale per dar vita a una nuova silhouette femminile. Il risultato? Echoism, una collezione che, attraverso la sperimentazione dei tessuti, ridisegna nuovi volumi e proporzioni creando la stessa armonia in tutti gli outfit. Un trionfo di eleganza e femminilità, nonostante le linee geometriche e i materiali rigidi. La promettente designer, fresca di diploma, ha tutte le carte in regola per ambire ad una brillante carriera. Si è già fatta notare e siamo sicuri che presto sentiremo parlare di lei. Nel frattempo vi raccontiamo la sua moda e i suoi progetti per il futuro. Continue Reading