I GIOVANI DESIGNER SULLE PASSERELLE DI MILANO

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Si sono spenti i riflettori sulla fashion week milanese, andata in scena nella città meneghina dal 23 al 28 settembre, ed è giunto il momento di tirare le somme. Chi ha presentato cosa? Ma soprattutto, quali saranno le tendenze della prossima primavera estate? Noi ci siamo focalizzati sulle collezioni portate in passerella dai giovani stilisti – anche perché di anno in anno è sempre maggiore lo spazio a loro dedicato nel calendario di Milano Moda Donna.

E non a caso questo 2015 è stato proprio un marchio emergente ad aprire le sfilate portando sul catwalk un’idea di moda pulita, lineare, che punta all’essenza piuttosto che all’apparenza. Chicca Lualdi, in un gioco di sottile equilibrio tra femminilità contemporanea e personalità understated, ha presentato capi in cui dettagli couture si fondono perfettamente con un’allure sporty chic, trovando il loro riferimento iconografico in Giò Ponti. Il design dell’architetto e le pavimentazioni realizzate con grafiche e geometrie nette di colori hanno ispirato ricami e applicazioni della collezione dando dettagli ai volumi anni ‘60.

Chicca Lualdi

Sempre nella prima giornata ha sfilato anche Stella Jean con una PE 2016 che, in un concentrato multiculturale di influenze, come di consueto, punta su stampe e pattern. Tra finiture esotiche, disegni di cactus, pompon e rafia multicolore, sono i migranti italiani trasferitisi in altri Paesi Europei ma anche in America o Africa ad ispirare la collezione della stilista Italo-haitiana.

stella-jean

È invece la grazia delicata e armoniosa delle ballerine di danza classica a ispirare la prossima stagione calda di Uma Wang. La designer cinese ha voluto che l’attenzione si concentrasse non sugli abiti bensì su quell’armonia tra vestito e persona che fa da fil rouge a tutta la collezione. Ed è per questo motivo che ha scelto di utilizzare un colore che fosse il più neutro possibile – il nude – su strati impalpabili di tessuti che attraverso giochi di sovrapposizioni definiscono una nuova silhouette.

Uma Wang

Marco De Vincenzo guarda al Giappone ma lo fa attraverso un punto di vista molto personale. Il talentuoso stilista, infatti, rilegge i codici estetici del Paese orientale e li reinterpreta in una chiave pop e contemporanea. Così gonne a pieghe con applicazioni di piume colorate, top in pelle laminata e stampata, mini abiti in vinile e coat in broccato vestono una nuova eroina manga, sensuale ed eccentrica.

Marco De Vincenzo

E sempre il Giappone – stavolta con le sue colorate distese fiorite – torna a farla da padrone tra le ispirazioni di un’altra giovane stilista. Si tratta di Daizy Shely, la designer – già vincitrice di Who Is On Next?, il progetto di scouting ideato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia – è stata scelta, infatti, da re Giorgio per sfilare all’Armani Teatro. Ed è sulla fortunata passerella del talento, quindi, che la stilista israeliana ha presentato la sua primavera estate. Una collezione che parte dalle fotografie aeree – non solo del paese nipponico – per acquisire nuove costruzioni. Sì, perché dall’alto tutto sembra geometrico, persino i fiori e le piume di struzzo tanto care alla creativa. I volumi sono over, le giacche da biker scintillanti e le gonne midi. La palette cromatica ha effetti degradé ed è ipercolorata.

Daizy-Shely

Così come è ipercolorata la nuova collezione di Leitmotiv, il brand di Juan Caro e Fabio Sasso, che aveva già debuttato sul catwalk milanese lo scorso febbraio. Il duo per la prossima spring summer vola in Arizona e trasforma le corna del cervo – logo ricamo tipico della griffe – in rami di alberi tra cui volano farfalle e piccoli insetti. È, infatti, una natura armoniosa, incontaminata e fantastica la loro, in cui il gorilla convive con il cavalluccio marino, il cactus in fiore con la conchiglia entro cui sbocciano primule del pensiero.

Leitmotiv

Tutt’altro scenario invece sulla passerella di Gabriele Colangelo. Il giovane stilista porta in scena un’idea di ordine rilassato e di primitivismo sofisticato, presentando una palette sobria in cui al bianco si accostano i toni del blu, del cachi e del lavanda. Gli abiti sono in seta cinzata, le gonne a matita in organza stretch, i coat sembrano lunghe camicie in canvas di cotone. Bande di velluto a due colori, infine, intervengono a generare movimento attraversando i capi in verticale e in orizzontale. L’ispirazione? Una raccolta di ritratti fotografici africani del primo novecento realizzati da F.W.H Arkhurst e le pitture astratte figurative di Scott Bergey.

Gabriele+Colangelo

Total White, laminati grigi, effetto vedo-non vedo, sfumature pastello che vanno dal glicine al giallo pallido. Mix di stili e colori per Alberto Zambelli. Lo stilista presenta una PE 2016 che strizza l’occhio agli scatti fotografici con cui Seydou Keïta ha raccontato il Mali dal 1943 al 1963 e da lì parte per raccontarci il suo di mondo: le donne immortalate dal fotografo prendono vita in ricami e applicazioni di danze tribali su abiti da sera, la dualità del bianco e nero delle fotografie si trasforma in un gioco di sovrapposizioni pronto a ridefinire la figura femminile, i gioielli tribali e arcaici si scompongono in linee ornamentali riprodotte sui capi in maglieria e nei jacquard.

AZambelli

La collezione di MSGM come sempre è eclettica ed eccentrica, adatta a giovani donne che amano giocare con la moda. Massimo Giorgetti si diverte a creare outfit stravaganti in cui abiti eleganti si indossano con pantaloni e sneaker sportive e vistose. A completare i look poi catene di metallo, fiocchi annodati con fasce di tessuto che partono dalle camicie, rouches, frange, stampe, colore e chi più ne ha più ne metta.

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Se si parla di stile eccentrico non si può non parlare di Au jour le jour, il brand di Mirko Fontana e Diego Marquez. Il duo creativo con la primavera estate 2016 rende omaggio a Dash, che proprio quest’anno compie 50 anni, e trasforma il logo del detersivo più amato dalle italiane in stampa feticcio della collezione. Ma non solo. Il detersivo, infatti, diventa anche un divertente pretesto per pulire le macchie decorative che campeggiano sui capi pensati dai due giovani stilisti. Così quello che Au jour le jour sporca – tra spruzzi di ketchup, uova rotte e tazzine di caffè rovesciate sugli abiti – Dash pulisce. Il risultato? Una collezione pop, ironica e divertente che, per certi versi, ci ricorda lo stile di Jeremy Scott da Moschino.

au jour le jour

Nell’ultima giornata, notoriamente dedicata ai giovani – e a Re Giorgio – ha sfilato Vivetta, la griffe di Vivi’ Ponti che, dopo il debutto milanese avvenuto la scorsa stagione proprio grazie al supporto di Giorgio Armani, ha avuto stavolta l’onore di aprire il Day 6 con la sua sfilata. La stilista per la PE si è ispirata all’immaginario visivo di Slim Aarons e agli scatti del fotografo che immortalavano il jet set internazionale dell’epoca. Ecco allora che i ricami – con finestre tagliate al laser su camicie e abiti piquet – ricordano lo stile neoclassico delle ville hollywoodiane, i decori naïf sugli abiti a trapezio in popeline guardano ai giardini in fiore. Il gatto, infine, resta iconico riferimento per la designer e torna a fare da portafortuna, ricamato sui colletti e abiti smanicati.

Vivetta

E i simpatici gattini sono protagonisti anche della spring summer di Arthur Arbesser. Dai giubbini e dai pantaloni pensati dal designer viennese infatti emergono candidi felini disegnati dall’illustratrice Agathe Singer. Al centro della passerella, inoltre, un enorme gatto grigio – attorno al quale sfilano le modelle – riconduce all’estetica di Balthus, l’artista francese cui lo stilista si è ispirato per la collezione. La femminilità classica e al contempo provocatoria delle donne ritratte nei quadri del pittore, infatti, è palesemente ripresa nella spring summer del creativo e la ritroviamo su eterne lolite che amano indossare leggeri abiti a fiori in crêpe di cotone e impalpabili bluse trasparenti in nylon.

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A chiudere il nostro viaggio alla riscoperta dei talenti della moda made in Italy in passerella, infine, San Andrès Milano, il marchio del giovane stilista Andrès Caballero. Il creativo messicano, al ritmo della cumbia, tradizionale musica latina, ci ha presentato una collezione intrisa di tradizioni e sentimenti, pervasa di sorrisi, orgoglio, senso di appartenenza e voglia di vivere. Così anche la palette è vivace e gioiosa e spazia dal fucsia gardenia al verde smeraldo, dal giallo focoso al rosso accesso, dal corallo al bluette più grintoso. Non mancano inoltre le stampe: tra fiori e uccelli, il richiamo all’esotismo messicano è evidente. La forte presenza nella collezione di ricordi personali anche.

SanAndres

 

Mara Franzese

 

LA NUOVA LINEA DI BORSE DI GABRIELE COLANGELO

borse colangelo

Costruzioni geometriche e lineari, accessori metallici e ricercati, materiali preziosi. Gabriele Colangelo lancia una nuova linea di borse per la primavera estate 2015.

Si tratta di sei modelli: 20 articoli in totale – di cui 12 presentati per la collezione resort e 8 per la show collection. Dalle shopping bag decostruite alle clutch gioiello quadrate, le borse pensate dal talentuoso designer milanese, vincitore nel 2008 del concorso Who Is On Next?, si impreziosiscono di dettagli.

Gli articoli, realizzati in suede, pitone e nappa mat, infatti, si arricchiscono di viti piatte, chiusure metalliche bigalvaniche e manici dalla forma prismatica. La shopping presenta una costruzione rovesciata e ha manici rigidi, mentre, la clutch, creata in pony e in un mix di materiali differenti, ha l’impugnatura sagomata.

Inizia, dunque, una nuova avventura per il giovane stilista che rafforza ulteriormente l’ampliamento del suo marchio.

Mara Franzese

MILANO MODA DONNA 2015| DAY 4

Vivetta

Flower power metropolitano sulla passerella di Vivetta che, nelle quarta giornata di fashion week a Milano, ha sfilato al Teatro Armani di via Bergognone. È proprio la talentuosa Vivetta Ponti, infatti, la designer emergente sostenuta da re Giorgio questa stagione. Giochi di colore, righe, broccati, geometrie, sovrapposizioni e accenni di pelliccia definiscono un autunno inverno 2015 femminile e grintoso. Ispirata all’archetipo delle groupie, la collezione riprende lo stile sognante e al contempo strong di Marianne Faithfull, iconica groupie dei Rolling Stones.

Ermanno Scervino

Ossimori armonici dominano la fall winter di Ermanno Scervino. Lo stilista mixa colori, materiali e tessuti diversi, capaci di riscrivere una femminilità nuova mediante un linguaggio couture. La maglieria ha motivi geometrici irregolari, intarsi, stampe multicolor, a tratti folk, e accenti di pelliccia. Le gonne sono ampie e le giacche avvitate. Il cappotto è di ispirazione army. Il giorno si veste di royal blu, la sera si impreziosisce di nuvole di organza e seta.

Gabriele Colangelo

Votato ad un intenso lavoro di sperimentazione, Gabriele Colangelo, anche stavolta, non si smentisce e ridisegna una nuova silhouette femminile, sovrapponendo e assemblando elementi dalle forme geometriche. Pannelli di feltro, maglia e suede vengono panneggiati con il savoir faire tipico del giovane designer.

Aquilano.Rimondi

E sensibile alla geometria è anche il duo creativo del brand Aquilano.Rimondi che, per la prossima stagione fredda, porta in scena fantasie geometriche rigorose. Minimalismo sartoriale, purezza essenziale e contaminazioni di genere dominano i capi di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. L’ispirazione? Il neoplasticismo olandese del 1917.

Elisabetta Franchi

Profuma d’Oriente la nuova collezione firmata Elisabetta Franchi. Ricami di ciliegi in fiore, salice piangente e squame di drago, stampe che ricordano i paesaggi innevati di Kyoto, volumi over che strizzano l’occhio ai kimono. Ogni cosa ci parla del Sol Levante e di una sensualità tutta orientale, smorzata dal rigore del guardaroba maschile cui si accosta.

Mara Franzese

Milano Moda Donna 2014| Day 4

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Giorgio-Armani-ful-W-S15-M-002_sffsGiorgio Armani, per la prima volta, non chiude la fashion week milanese ma sfila nel quarto giorno della manifestazione meneghina. La donna di re Giorgio, stavolta, è la moglie di un archeologo che negli anni Trenta si muove tra la Magna Grecia e la Siria. La palette cromatica dunque è neutra e spazia dal color polvere a quello delle pietre. I pantaloni hanno la forma a sarouel sotto tuniche impreziosite da ricami. I giubbotti di pelle sono intagliati e le gonne un tripudio di frange. Continue Reading

Gabriele Colangelo è tra i finalisti dell’LVMH Prize

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Sono stati finalmente svelati i 12 giovani talenti che, il prossimo 28 maggio, parteciperanno all’ultimo step dell’LVMH Prize, contendendosi i 300.000 euro del premio finale. Ci vorrà ancora un po’, dunque, per scoprire il destino dei finalisti, selezionati da un comitato di esperti internazionale durante le sfilate di Parigi appena concluse.

Tra i talentuosi designer spicca l’italianissimo Gabriele Colangelo che, dopo la finale dell’Intenational Woolmark Prize dell’anno scorso, ritorna a gareggiare per un riconoscimento internazionale.

Gli altri nomi che si leggono tra i prescelti sono: Chris Gelinas, Shayne Oliver di Hood by Air, Simon Porte di Jacquemus, Nikita e Tina Sutradhar di Miuniku, Thomas Tait, Tillmann Lauterbach, Tim Coppens, Simone Rocha, Erin Beatty and Max Osterweis di Suno, Vika Gazinskaya e Julien Dossena di Atto.

Solo uno di loro si aggiudicherà, oltre al premio in denaro, anche un supporto tecnico e finanziario per un anno da parte del gruppo del lusso capitanato da Bernard Arnault, LVHM. Il vincitore sarà decretato da una giuria d’eccezione composta, oltre che dai direttori creativi delle grandi maison che fanno parte della holding francese, da Nicolas Ghesquière a Karl Lagerfeld, da Raf Simons a Riccardo Tisci, anche da Delphine Arnault, Jean-Paul Claverie e Pierre-Yves Roussel.

 

Mara Franzese