#MilanoModaUomo SS16 – Day 1, la rinascita del suit

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Come sarà l’uomo della prossima primavera/estate? Una domanda piuttosto scomoda che ogni anni a giugno ci poniamo con una certa insistenza.  La curiosità ci attanaglia e allora sbirciamo le passerelle per sedare quest’ansia da defilé.

Non solo Milano, comunque: Moschino porta il suo uomo – un novello Re Sole in salsa Harley Davidson -  a Firenze durante Pitti Uomo, tra ispirazioni seventies e vagamente rock: un mix and match assolutamente kitsch come solo Jeremy Scott riesce a proporre, senza troppa attenzione agli accostamenti. Così, tra una rouche e un maxi pois, un pizzo e un torero in frack, riusciamo a portare a casa anche questo show.

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Sul versante Milano, invece, la proposta è quanto mai variegata ed eterogenea.

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Da Zegna Stefano Pilati porta in passerella una virilità romantica, fatta di colori rigidi e arroccata su una silhouette rigorosa nelle lavorazioni ma rilassata nelle forme. È così che le giacche avvitate scendono sui volumi  morbidi dei pantaloni ampi e la delicatezza della seta sposa, in un armonioso contrasto del tutto riuscito, la spavalderia della pelle. Anche gli accessori strizzano l’occhio al più classico dei guardaroba, completandosi con boots e slippers con le frange che raccontano un uomo che smette di prendersi troppo sul serio.

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L’eleganza altera di Emporio Armani, invece, non tradisce il DNA del brand e porta in passerella una più che riuscita rivisitazione del classico suit. Le camicie con il collo alla coreana vengono indossate sotto giacche insellate, la cui sartorialità incontra le pence applicate agli ampi pantaloni del più classico dei completi. I tessuti sono preziosi e in perfetta sintonia (la georgette dialoga in maniera eccellente con il nylon) e gli accessori spaziano dalle sneakers ai maxi zaini in pelle.

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Di tutt’altro avviso Jil Sander che porta in passerella il suo minimalismo, arricchito stagione dopo stagione di nuovi spunti. La tela spalmata dei parka gioca con il denim patch ma non  interrompe la silhouette compatta e silenziosa dei capi. La palette rafforza ancor di più questa tesi e non si spinge oltre il nero, il grigio e il verde militare. Comun denominatore con gli altri brand, le sneakers preziose e gli zaini comodi.

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Quando da Marni la sartoria incontra lo sportswear, il risultato non è mai scontato.  Una silhouette precisa e dritta che si spira ai primi anni Settanta nei lunghi colli che spuntano dalle giacche e nei bermuda ampi e delicati. Gli spolverini leggeri poggiano sopra i completi eclettici con i dettagli a contrasto. Meno ironici gli accessori che riportano a terra la collezione: porta documenti e sneakers in pelle interrompono il ritmo della passerella. Ma il bello di Marni è anche (e soprattutto) questo.

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Come nella più classica delle tradizioni, Versace propone un uomo tutto suo, sempre coerente con l’immagine (diciamolo pure: un po’ calcata) della griffe. Un gioco di sovrapposizioni  enfatizzate dai volumi ampi e rilassati; lo streetstyle fa capolino dalle bandane e dalle pesanti collane in metallo appese al collo. Il dualismo over/slim  è il fulcro della collezione e si palesa nelle giacche in pelle striminzite e nelle camicie lunghe ben oltre il ginocchio.

Andrea Pesaola

Milano Fashion Week 2014 | Day 5

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Less is more. Questo sembra essere il motto di Consuelo Castiglioni che per il prossimo autunno inverno 2014 2015 di Marni lavora sugli elementi dell’estetica riducendoli alla mera essenzialità. L’intera collezione ruota attorno alle stampe di Magnus Plessen, maestro di quella corrente di artisti contemporanei che proprio della sottrazione han fatto il loro punto di forza. Completi minimal aprono in maniera quasi sussurrata la sfilata che si chiude, poi, con un tributo all’artigianalità,  tra pellicce preziose e gonne ricamate con piume multicolor.

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Nuova collaborazione in casa Marni, stavolta con l’illustratrice Schwalenberg

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Ormai si sa, il filo che separa la moda e l’arte è sempre più sottile e spesso capita che nascano sodalizi tra stilisti e artisti. L’ultimo è quello nato tra la designer Consuelo Castiglioni, fondatrice e direttore creativo di Marni, e  l’illustratrice e grafica Katja Schwalenberg per la collezione primavera estate 2014. Continue Reading

ACCESSORI. POCHI MA BUONI! Le scelte DModa

Roma, Milano, Londra, Parigi….la parola d’ordine sembra essere la stessa: minimal is chic! La semplicità è tornata di moda: la donna di oggi ha bisogno di “alleggerirsi” per essere grintosa, scattante e sapersi dividere ogni giorno nei suoi mille ruoli. Abiti, giacche e pantaloni scivolano leggeri sulla silhouette, senza rinunciare alla femminilità data da colori e stampe e, ovviamente, dagli accessori. Già perché minimal non vuol dire lasciare a casa tutto ciò che denota la nostra personalità e fa la differenza, ma scegliere con un occhio di riguardo in più. Continue Reading

Il ritorno del minimalismo

Mademoiselle Coco affermava che prima di uscire di casa bisognasse guardarsi allo specchio e togliere l’ultimo accessorio indossato. Come darle torto? Per la P/E 2011 anche gli stilisti sembrano essere d’accordo. Sul red carpet dei Golden Globe 2011, la cerimonia considerata l’anticamera degli Oscar, i look lineari e semplici hanno senz’altro convinto di più. Il Los Angeles Times ha dichiarato Claire Danes vincitrice assoluta della passerella, grazie a un abito lungo in seta rosa neon, creato da Francisco Costa per Calvin Klein Collection.

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