Who is on next 2014: Emiliano Laszlo

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A Firenze sarà un giugno decisivo per il futuro del menswear. In programma, infatti, dal 17 al 20 del prossimo mese Pitti Immagine, sul cui sfondo si terrà la finale della sesta edizione di Who Is On Next? Uomo 2014, il contenitore di talenti italiani (o di base in Italia, va specificato) che vede la collaborazione di Pitti Immagine Uomo, Altaroma e L’Uomo Vogue.

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In finale, tra gli altri, Studiopretzel, brand dal design inedito la cui mente si chiama Emiliano Laszlo. Classe 1978, Emiliano nasce a Firenze e dopo un percorso di studi classici, intreccia la sua vita al teatro e al cinema, formandosi tra Firenze e Bologna e girando l’Italia in tournée come attore e aiuto-regista. Non solo, impegna parte del suo tempo anche nello studio della fotografia, diplomandosi presso la Fondazione Studio Marangoni della sua città. Si avvicina alla moda nel 2011, creando, appunto, Studiopretzel. Continue Reading

Marco Grisolia FW 2014-15. Sacred Feminine

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Sacred Feminine di Marco Grisolia esplora lo spazio virtuale che è casa della creazione: Tumblr. L’ispirazione per la collezione FW14-15 arriva dai lavori di Frank Hülsbomer e Chad Wys e si approccia al decorativismo ipervisuale che li accomuna nei colori, nelle intenzioni e nel tentativo di conciliare passato e presente. La sacralità del primo sposa la velocità comunicativa del secondo e il rococò ornamentale si fa pop. Continue Reading

INTERVISTE | Les Envers by Sara Turatello tra nuvole, stelle e rock

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C’è chi non vuole trascurare l’importanza del Made in Italy e Sara Turatello, designer bolognese, di certo non lo fa. Lei, con il suo brand Les Envers, vuole garantire sempre un’ elevata qualità e una cura meticolosa dei dettagli in ogni suo prodotto: le sue borse sono edizioni limitate che racchiudono l’eccellenza dell’artigianalità italiana, con materiali selezionati con attenzione e un design ricercato. La designer gioca con i colori e con le forme, per un risultato magico, ironico e che fa sognare. Il tutto senza rinunciare alla comodità e alla praticità, propria di questo accessorio.
Con la sua AI 2013/2014 ci trasporta nella dimensione celeste, presentandoci nuvole e stelle dal gusto rock/grunge. Una collezione ispirata agli anni Ottanta, in cui esplodono colori accesi e sgargianti che rispecchiano l’umore e le sensazioni della designer. DModa ha incontrato Sara Turatello: ecco cosa ci ha raccontato.

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Quando hai deciso di lanciarti nel mondo della moda e creare borse?

Ho studiato all’Istituto Marangoni di Milano, ho sempre avuto la passione per la moda e da bambina avevo già le idee chiare su quel che avrei voluto diventare da grande: la stilista.
Ho iniziato a creare borse solo nel 2010, per scelta di business. Volevo iniziare a vendere online e sapevo che l’accessorio, in particolar modo le borse, è sempre stato il più venduto su internet e così mi sono lanciata, nonostante non sapessi nulla di produzione di pelletteria; ho imparato tutto da un artigiano bolognese.

Ha un significato particolare il nome del tuo brand “Les Envers”?

Les Envers in francese significa “gli inversi”, i contrari. Mi rispecchia, sono un po’ io, il tutto e il contrario di tutto. È nato quando studiavo alla Marangoni: le mie collezioni si chiamavano così, mi ci sono affezionata negli anni e l’ho voluto mantenere.

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Da cosa trai ispirazione per la creazione delle tue borse?

Da tutto ciò che mi circonda e da come mi sento io, ovviamente seguendo sempre le tendenze. Amo creare borse magiche e ironiche e spero che questo si possa vedere.

Che cosa distingue Les Envers dagli altri giovani brand emergenti?

Penso che, al giorno d’oggi, il prezzo sia molto importante e il rapporto qualità-prezzo ancora di più. Inoltre, ho preferito fare una scelta di qualità per non deludere le esigenze della mia clientela, puntando sull’eccellenza della qualità italiana. Le mie borse sono per donne ironiche, che amano avere un prodotto ricercato, donne che amano osare e che vogliono distinguersi.

Quali pensi siano le caratteristiche più importanti per riuscire a emergere tra tanti?

Sicuramente la qualità del prodotto. Emergere in questo periodo è difficile, anche perché di designers di borse ce ne sono veramente tanti ormai. L’arma principale è una combinazione di pazienza, tenacia e costanza.

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Dici che ogni tua collezione nasce in base ai tuoi stati d’animo. Quali sensazioni hanno portato alla tua AI 13/14?

“La testa tra le nuvole”. Quando ho disegnato questa collezione ero incinta e mi sono sentita molto creativa.

Come descriveresti una borsa Les Envers?

La Poppins è stata fino ad ora il prodotto più venduto; è nata perché volevo creare una borsa da utilizzare tutti i giorni, comoda e leggera e soprattutto capiente, così mi è venuta in mente la borsa di Mary Poppins. La maggior parte delle mie borse prendono il nome/soprannome delle mie amiche.
La mie preferite sono la Schioc Cloud Bag e la Hat Bag dell’Inverno scorso, descrivono ciò che sono. Le borse di Les Envers le distingui perché sono animate, penso abbiano un cuore, forse il mio.

Erika Molinari