A teatro con Mademoiselle Coco

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Dal sincretismo fra teatro e moda nasce “Coco Chanel – il profumo del mistero”, spettacolo teatrale realizzato dalla Compagnia dei Masnadieri, patrocinato dalla Commissione Moda e Turismo del Comune di Roma in scena al Teatro Stanze Segrete fino al 2 marzo.
A 130 anni dalla sua nascita Coco Chanel rimane ancora oggi uno dei personaggi femminili più affascinanti e innovativi tanto nella moda quanto nell’assetto sociale. Una vita complessa ricca di successi destinati a rimanere pietre miliari del senso comune come l’iconico profumo Numero Cinque e i fili di perle bon ton.
Luci ma soprattutto ombre e tormenti della stilista , ritratta nello splendore delle sue debolezze dallo sceneggiatore e regista Massimo Roberto Beato . In scena solo tre personaggi:  Coco, il nipote André Palasse e un uomo misterioso che sulla scena vestirà i panni dei molteplici uomini protagonisti della turbolenta vita amorosa di Chanel. Fedelissima la riproduzione degli abiti confezionati dagli allievi dell’Istituto Italiano della Moda: dalla storico little black dress all’intramontabile tailleur boucle bianco e nero. Immancabile anche la bigiotteria, la “divertente paccotiglia” di cui Chanel fu insieme antesignana e promotrice; sul palcoscenico rivivono infatti, i celebri gioielli creati da Fulco di Verdura e riprodotti ad hoc da Jacopo Berzi .
Il teatro che racconta la storia della moda , questa la formula vincente di uno spettacolo che diventa importante vetrina per giovani attori e futuri stilisti. “Alle scuole di Moda si iscrivono centinaia di ragazzi romani e stranieri, che vogliono trasformare la loro passione per lo stile, la creatività, in un’opportunità professionale e di crescita economica per l’intera città – dichiara l’On. Valentina Grippo (Presidente XII Commissione Consiliare Permanente Turismo, Moda e Relazioni Internazionali) – La valorizzazione del loro talento non può prescindere dall’interscambio continuo di esperienze con le produzioni artistiche, culturali, teatrali e cinematografiche che solo Roma può offrire sia ai cittadini che ai turisti, per rilanciare il mondo dell’eccellenza del made in Italy.”

Per informazioni www.compagniadeimasnadieri.org

Maria Francesca Milardi

Nessuna pietà per Pasolini sul palco del Vascello di Roma

È la mattina del 2 Novembre 1975 quando una donna, appena arrivata a Ostia con la sua famiglia, nota un cumulo di rifiuti abbandonato sulla spiaggia. Quella massa di stracci, in realtà, cela una terribile scoperta: si tratta di un uomo senza vita, dal volto sfigurato. È Pier Paolo Pasolini, brutalmente assassinato.

Durante la rassegna Dedicato a Pier Paolo Pasolini, in programmazione al Teatro Vascello di Roma ‒ che vede partecipi Maddalena Crippa, Antonello Fassari, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco e Maurizio Donadoni ‒ va in scena il 18, 19 e 20 Gennaio lo spettacolo di  e con Caterina Venturini  Nessuna pietà per Pasolini.

La pièce si basa sull’inchiesta aperta dall’omonimo libro, scritto a sei mani dall’avvocato Stefano Maccioni, dal giornalista Domenico Valter Rizzo e dalla criminologa Simona Ruffini. Vengono offerte allo spettatore le rivelazioni inedite che hanno consentito di riaprire l’inchiesta sull’omicidio di Pasolini, partendo dall’analisi degli abiti ritrovati sul luogo del delitto. Sul posto vennero rinvenuti troppi vestiti per sole due persone, e ciò farebbe pensare alla presenza di altri individui sulla scena del misfatto, oltre alla vittima e a Giuseppe Pelosi, ribattezzato poi Pino la rana. Come avrebbe fatto, inoltre, il reo confesso Pelosi a picchiare e uccidere da solo un uomo grande il doppio di lui?

L’indagine si intreccia poi con un altro caso italiano: la tragica scomparsa del poeta potrebbe essere legata a quella del fondatore dell’Eni Enrico Mattei, morto nel 1962 in un misterioso incidente aereo.

Caterina Venturini è un’artista completa: cantante e attrice, integra le tappe del racconto intonando i brani e recitando le poesie scritte da Pasolini.

Uno spettacolo da non perdere, che vuole aprire nuovi sentieri per entrare in uno dei misteri più fitti dell’Italia del Novecento, un fatto di cronaca torbido a cui si cerca, finalmente, di dare un’interpretazione.

Marianna Camillò